Il video qui di seguito mostra la differenza fra gli eritrociti di una persona che assume gli integratori bioenzimatici Citozeatec e quelli di una persona che non li assume.
Il video A è stato ripreso da un nostro volontario, maschio, di mezza età che ha assunto per tre settimane l’integratore biodinamico Citozym (2025).
Il video B, a titolo esemplificativo, è un video divulgativo di youtube, dove un medico, maschio, di mezza età, fa una dimostrazione dello stesso esame su se stesso. (Dr. Mike Senior – Chiropractor Alkaline Health Coach – 2018. Credit: https://www.youtube.com/watch?v=c2dtBX2R5dQ&t=273s)e
Contrastare l’invecchiamento della nostra salute mediante componenti bioenzimatici Citozeatec
Una delle scoperte a maggiore valenza dei nostri tempi si riscontra nella vita biologica degli eritrociti e della rigenerazione dei tessuti.
Il sangue fornisce tutte le sostanze nutritive agli organismi viventi:
encefalo, cuore, pancreas ecc. I telomeri sono i modulatori della nostra sopravvivenza, mentre gli xenobiotici generano senescenza dei telomeri e, di pari passo, della nostra salute.
I vettori bioenzimatici Citozeatec conferiscono alle cellule vettori ad alta energia sottoforma di NADPH, (nicotinamide adenin dinucleotide fosfato ridotto); tali vettori forniscono le principali componenti alla cellula per svolgere tutte le funzioni biodinamiche di rigenerazione e di difesa.
Gli eritrociti che vediamo nel video A, trattati con componenti bioenzimatici, mostrano una maggiore vitalità rispetto a quelli del video B.
Questo confronto porta definitivamente a dimostrare i miglioramenti sulla qualità della vita delle persone che assumono componenti bioenzimatici, allontanando notevolmente la senescenza, sia del DNA che dell’RNA, e richiamando la telomerasi, responsabile delle applicazioni degli acidi nucleici.
I telomeri sono estesi dall’enzima telomerasi, che rappresenta una classe di retro-trascrittasi specializzate, che usano un filamento di RNA, che è una parte integrante dell’enzima stesso, per aggiungere ripetizioni ricche di timina e guanina alla porzione terminale 3′ del filamento cromosomico.
Essi svolgono un ruolo cruciale nella stabilità del cromosoma stesso, proteggendone le estremità da fenomeni di ricombinazione aberrante, degradazione e replicazione incompleta.
Queste osservazioni hanno forti implicazioni sulla ricerca, sia di base che applicata, nel campo delle malattie connesse all’invecchiamento.
Peschiera Borromeo, 17/06/2025
Pasquale Ferorelli
