Evoluzione, autonomia e nuova definizione del concetto di “malattia”

Pubblicato su: ND Natura Docet: La Natura Insegna
Maggio 2026

 

Negli ultimi vent’anni, il profilo del paziente medio italiano è cambiato in modo profondo, riflettendo trasformazioni culturali, tecnologiche e sociali che, peraltro, caratterizzano ormai le società anche tecnologicamente evolute: da figura tradizionalmente passiva e affidata all’autorità medica, il paziente è infatti diventato sempre più:
• informato,
• autonomo,
• coinvolto
nei processi decisionali che riguardano la propria salute.
Questo cambiamento, accelerato dall’avventodel web e, più recentemente, dell’intelligenza artificiale, ha ridefinito il rapporto medico-paziente e aperto nuovi scenari, sicuramente interessanti e positivi, anche se non privi di criticità.


DAL PAZIENTE “OBBEDIENTE” AL PAZIENTE INFORMATO

Fino ai primi anni duemila, il modello dominante era quello paternalistico:
• il medico deteneva il sapere;
• il paziente lo riceveva.

Oggi, grazie alla diffusione di Internet e alla crescente scolarizzazione, il paziente medio:
• possiede una maggiore alfabetizzazione sa­nitaria (“health literacy”);
• ricerca informazioni prima e dopo la visita;
• confronta opinioni, diagnosi e approcci te­rapeutici.
Questa evoluzione ha portato a una maggio­re consapevolezza delle patologie, soprattutto croniche, e a una più attiva partecipazione nei percorsi di cura.


L’IMPATTO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Negli ultimi anni, strumenti basati su intelligen­za artificiale ( chatbot, motori di ricerca avan­zati, sistemi di supporto decisionale) hanno ulteriormente amplificato questo fenomeno; il paziente oggi può:
• ottenere spiegazioni personalizzate su sin­tomi e condizioni
• accedere a sintesi di letteratura scientifica
• simulare scenari e percorsi diagnostici

Questo ha aumentato l’autonomia decisionale, soprattutto in ambiti come:
• stili di vita;
• prevenzione;
• gestione quotidiana delle patologie.
È importante sottolineare che tale autonomia si deve esercitare al di fuori delle scelte farmaco­logiche, che restano sotto controllo medico. […]

Ing. Roberto Rovelli, ingegnere chimico

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