Infezioni virali aerotrasmesse: rimedi naturali per la prevenzione e per la terapia di raffreddore ed influenza

Patologie invernali

Il raffreddore comune è una delle malattie più frequenti a livello mondiale ed è una patologia di origine virale che provoca l’infiammazione della mucosa del naso e della faringe, molto contagiosa, frequente nei periodi con frequenti sbalzi di temperatura. Può essere trasmesso sia da malati che da portatori sani. L’influenza ha picchi stagionali e si presenta ogni anno, alle nostre latitudini, prevalentemente nel periodo dicembre-febbraio. Il denominatore comune di queste patologie invernali è l’origine virale: a differenza dei batteri i virus non hanno una vera “vita propria”, essendo frammenti di acido nucleico che “parassitano” a proprio vantaggio le nostre cellule, utilizzando le strutture preposte alla sintesi di enzimi e proteine strutturali umane a proprio esclusivo uso, fintanto che l’immunità non prende il sopravvento.

Contagio.

Avviene sia per il raffreddore che per l’influenza direttamente per aerotrasmissione: starnuti, tosse e goccioline di saliva permettono il passaggio diretto dei virus da un organismo all’altro. Sono più di 200 i virus responsabili del raffreddore e possono resistere per tre ore nell’ambiente esterno: il contagio può quindi avvenire anche indiret- tamente, dando la mano o toccando oggetti contaminati, poi portando le mani al naso, alla bocca o anche agli occhi: per questo è fondamentale lavarsi bene le mani ed evitare di portarle al viso dopo essere stati a contatto con persone o oggetti. Viceversa per evitare di contagiare altri se si è colpiti da raffreddore (o in uenza,) è bene portare un fazzoletto alla bocca quando si starnutisce o si tossisce. Il picco di contagiosità si verifica nei primi 2-3 giorni di malattia, mentre dopo il terzo giorno il rischio di contagio è molto basso. L’influenza è invece sostenuta da tre tipi i Virus appartenenti alla famiglia Orthomyxoviridae A,B. e C: Influenza A e C infettano diverse specie, mentre l’Influenza B quasi esclusivamente infetta l’uomo. I virus A e B presentano in super cie 2 glicoproteine: Emoagglutinina (H) e Neuroamidasi (N), da cui le varie combinazioni. L’aspetto più caratteristico dei Virus responsabili di infezioni aerotrasmesse è la continua tendenza a mutare.

Fattori di rischio.

Sbalzi di temperatura e qualsiasi stress diminuiscono la resistenza alle infezioni abbassando le difese immunitarie, inoltre, essendo altissima la variabilità genetica dei virus del raffreddore (Rhinovirus) non esiste una efficace immunizzazione alla malattia. Per l’influenza osservatori internazionali sono viceversa in grado, con buon livello di probabilità, di consentire la messa a punto di vaccini che, per svariati motivi non hanno comunque utilizzo generalizzato. Il rischio di contagio e di complicazioni aumenta nei soggetti debilitati e in bambini ed anziani.

Sintomi.

Naso chiuso e gocciolante, congestione nasale, gola irritata, a volte febbre, tosse, emicrania, raucedine, dolori muscolari, ingrossamento dei linfonodi nel collo sono i sintomi tipici del raffreddore, mentre un improvviso rialzo termico, spesso preceduto da brividi e spossatezza, sono il tipico esordio dell’influenza che, salvo complicazioni, normalmente si risolve in qualche giorno nei soggetti che abbiano cura di restare a letto, con adeguata assunzione di liquidi e, solo in casi di eccessivo rialzo febbrile, con ricorso ad antipiretici. La febbre infatti, quando non supera la temperatura di 40 gradi circa, deve essere considerata come una normale risposta difensiva dell’organismo, che può accelerare la guarigione.

Cura. Raffreddore:

la guarigione dal raffreddore avviene normalmente nel giro di una settimana ma a volte può richiedere tempi più lunghi: nel caso i sintomi persistano per più di due settimane senza attenuarsi, si può valutare una etiologia batterica o altri problemi, come sinusiti o allergie. Analogo discorso vale per la sindrome influenzale, che ha caratteristiche epidemiche ed è più concentrata in periodi specifici. Il ricorso ad antibiotici non ha senso se non quando esista concreto rischio di sovrainfezione batterica, sia nel caso del raffreddore che in quello dell’influenza, in soggetti particolarmente debilitati. In questa breve rassegna mettiamo in evidenza cosa si può fare in termini di medicina naturale: non esistono infatti terapie contro il raffreddore se non a livello sintomatico (antistaminici e antinfiammatori) ed è bene ricordare che aspirina e derivati (in caso di febbre) non devono essere somministrati ai bambini sotto i 12 anni. Farmaci vasocostrittori sotto forma di spray e nebulizzatori possono aiutare per qualche ora a risolvere la sensazione di naso tappato ma è buona norma non eccedere con il loro utilizzo. Suffumigi e aerosol per la liberazione delle vie aeree e caramelle balsamiche pos- sono dare un piccolo sollievo, la frequente pulizia del naso può eliminare parte di muco infetto e ridurre il rischio di infezioni batteriche, accelerando la guarigione. Influenza: farmaci antivirali sono stati proposti per il trattamento dell’influenza (zanamivir, oseltamivir) ma, oltre ad avere effetti collaterali potenzialmente importanti, il meccanismo temporale diagnosi/reperimento del farmaco/inizio dell’assunzione, comporta inevitabilmente che la “carica virale”, cioè il numero di virus presenti, sia talmente elevata da rendere scarsamente efficace il loro impiego. Quanto alla vaccinazione antiinfluenzale non entriamo specificatamente nel merito, rimandando al Curante e ad altre sedi la discussione di opportunità, in considerazione che una vasta fascia della popolazione non si sottopone ai programmi vaccinali, per motivazioni diverse.

Rimedi popolari e Medicina alternativa.

Tisane e brodo, soprattutto di pollo, venivano consigliati nel passato per curare il raffreddore: in effetti la presenza di amminoacidi solforati (cisteina) può esser d’aiuto nel combattere l’infezione. Nelle tradizioni etniche ricordiamo il latte-miele, il succo di limone con vino bianco, il vin brulé e la vodka al pepe nero dei popoli slavi. Agrumi, aglio, miglio, salvia, sedano, frutti di bosco, fragole, castagne, germe di grano, sono solo alcuni tra gli alimenti ai quali la medicina naturale attribuisce proprietà contro il raffreddore. Tisane di eucalipto, menta, timo ed estratti di Echinacea, vengono impiegati per curare infezioni delle vie aeree superiori in genere e recentemente l’assunzione preventiva di colostro di origine bovina ha evidenziato signi cativi effetti protettivi in termini di suscettibilità all’in uenza. Rimedi omeopatici sono proposti soprattutto nei pa- esi dove questa disciplina incontra maggior successo. Resta però il fatto che una terapia causale non esiste: anche l’assunzione mas- siva di Vitamina C non sembra avere alcun valore curativo, sebbene a livello preventivo un adeguato apporto sia importante per le difese immunitarie.

LA PROPOSTA BIODINAMICA

Raffreddore.

Lavaggi nasali quotidiani con una soluzione acquosa di Citozym al 50% si rivelano ef cacissimi per prevenire il contagio in comunità (scuole, uffici) così come un accurata pulizia nasale utilizzando appositi strumenti (o anche una semplice siringa, senza ago) con la stessa miscela acquosa, può risolvere il raffreddore ai primi sintomi, quando la carica virale (numero di virus) è ancora bassa. Questo sorprendente effetto si può spiegare con la normalizzazione dell’attività enzimatica intracellulare che rende resistenti le cellule all’aggressione del virus.

Influenza.

Grande interesse sta destando la disponibilità di protocolli preventivi e tera- peutici fondati sulla Terapia Complementare Enzimatica. L’in uenza in arrivo nella sta- gione invernale 2016/2017 sarà probabilmente più aggressiva secondo le stime dell’Istituto Superiore di Sanità, perché due virus (A/ Hong Kong e B/Brisbane) hanno subito mutazioni e questo può predisporre ad una maggiore diffusione della malattia. Il primo caso è stato isolato a Parma in autunno e riguarda un piccolo immigrato di tre anni. Come tutti i virus anche il virus in uenzale entra nelle nostre cellule e “comanda” la produzione degli enzimi che servono alla sua moltiplicazione: il “senso” dell’approccio biodinamico è quello di sbrrargli la strada, stimolando in modo naturale i nostri enzimi. Il protocollo in tabella è ricavato dal sito Citozeatec, Azienda italiana che ha legato il suo nome alla ricerca enzimologia biodinamica.

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