Popillia japonica: preparati enzimatici nella difesa delle colture

Pubblicato su: ND Natura Docet: La Natura Insegna
Ottobre 2026
 

Negli ultimi anni l’agricoltura europea si è trovata a fronteggiare un numero crescente di specie aliene invasive, introdotte accidentalmente attraverso il commercio internazionale; tra queste, una delle più temibili è senza dubbio Popillia japonica,comunemente nota come coleottero giapponese. Originaria dell’Estremo Oriente, questa specie rappresenta oggi una delle principali emergenze fitosanitarie in moltearee dell’Europa occidentale, dove la sua elevata capacità riproduttiva e l’assenza di efficaci antagonisti naturali ne favoriscono la rapida diffusione.

La sua pericolosità deriva da una caratteristica particolarmente insidiosa: durante il proprio ciclo biologico attacca la pianta in due fasi differenti:

  • gli adulti divorano foglie, fiori e frutti,
  • mentre le larve vivono nel terreno nutrendosi dell’apparato radicale.

Questa doppia strategia rende estremamente difficile il controllo dell’infestazione.

 

Perché gli insetticidi non bastano

Molti agricoltori hanno sperimentato l’efficacia solo parziale degli insetticidi, e le ragioni sono numerose: gli adulti possono infatti essere abbattuti temporaneamente

mediante trattamenti fogliari, ma nuovi individui provenienti dalle aree circostanti e infestano rapidamente le colture. Le larve rappresentano il vero problema: vivendo nel terreno, spesso a diversi centimetri di profondità, risultano scarsamente raggiungibili dai normali trattamenti.

Inoltre, l’impiego ripetuto di insetticidi presenta numerosi limiti:

  • crescente (e corretta) attenzione normativa verso la riduzione dei fitofarmaci, a tutela della salute umana;
  • riduzione degli insetti utili;
  • possibili effetti sull’entomofauna impollinatrice;
  • rischio di selezione di popolazioni più resistenti;
  • aumento dei costi di produzione;

Per questi motivi la moderna difesa fitosanitaria deve puntare sempre più verso strategie integrate.

Preparati enzimatici: un approccio rivoluzionario

Una pianta vigorosa riesce generalmente a sopportare meglio gli attacchi degli insetti rispetto ad una pianta debilitata: negli ultimi anni sta quindi crescendo l’interesse verso preparati naturali capaci di migliorare l’efficienza fisiologica della coltura. Tra questi Enzymix, sviluppato dalla nostra Ricerca, un formulato contenente amilasi, cellulasi, lipasi, fosforilasi e invertasi ottenute da matrici vegetali., impiegato in agricoltura non come fertilizzante né come fitofarmaco, ma come coadiuvante della fisiologia vegetale, in grado di favorire la degradazione di numerosi complessi organici presenti sulla superficie fogliare e nella rizosfera, contribuendo così a rendere più efficienti i naturali processi metabolici della pianta.

L’applicazione può avvenire:

  • per via fogliare, distribuendo uniformemente il preparato sulla vegetazione;
  • per via radicale, attraverso l’acqua di irrigazione, raggiungendo il terreno e l’apparato radicale.

Questa doppia modalità d’impiego risulta particolarmente interessante nel caso di Popillia japonica, poiché interessa sia la parte aerea sia quella ipogea della coltura.

Pasquale Ferorelli, Ricercatore indipendente, Responsabile R&D di Citozeatec

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